Comprendere il comportamento dei nostri amici felini

Comprendere il comportamento dei nostri amici felini

Gli amanti dei gatti sanno che riuscire a rapportarsi con un micio può essere semplice, soprattutto se entra a far parte della famiglia quando ancora è un cucciolo: cosa un po’ più complessa è adottare un gatto già adulto, con le sue abitudini e con una personalità ben definita, influenzata dalle esperienze vissute durante il corso della sua vita.

In molti credono che il gatto sia un animale poco socievole, ma non è corretto: semplicemente, per natura, il gatto è un animale indipendente ed autonomo, che difficilmente permette al proprio amico umano di essere addomesticato. La sua indole selvatica non lo ha abbandonato in migliaia di anni di evoluzione, ma non per questo non ha bisogno di compagnia o dell’affetto che un essere umano è in grado di regalargli.

Vediamo insieme i principali segnali che i gatti utilizzano per comunicare con noi, partendo dal linguaggio “verbale”.

Il linguaggio

Sono molti i suoni emessi dal nostro amico felino e non è sempre semplice riuscire ad interpretarli, ma maggiori saranno le interazioni che avremo con lui, maggiore sarà il feeling e la capacità di capirsi a vicenda.

  • Miagolio. Attraverso questo verso, il gatto può voler comunicare diversi bisogni o stati d’animo: fame, voglia di uscire/entrare o semplicemente bisogno di attenzioni. In questo caso il gatto si esprime molto bene anche con il linguaggio del corpo e spesso non lascia dubbi all’interpretazione.
  • Fusa. Attraverso questo caratteristico rumore, il gatto generalmente esprime affetto verso il proprio amico umano, ma anche gratitudine se ad emetterlo è un micio anziano o malato.
  • Soffi. Attraverso questo rumore, simile a quello emesso da un serpente che sta per attaccare, il gatto cerca di spaventare e sembrare pericoloso. Attraverso il soffio, il micio cerca di allontanare minacce, sia provenienti da altri animali, sia dagli esseri umani.

I tre segnali sopra indicati sono comuni e chiunque abbia un gatto li conosce e li interpreta nel modo giusto. Diversi sono i “brontolii” che emette quando si rapporta con altri felini della stessa specie, soprattutto quando vuole difendere il proprio territorio: infatti, proprio come i suoi cugini africani, i gatti sono animali particolarmente territoriali, e difficilmente permettono ad un proprio simile di esplorare e marcare zone in cui si sente il dominatore.

Inoltre, caratteristico delle gatte in amore, il canto risulta spesso un suono estremamente fastidioso per noi umani, perché udibile anche a grandi distanze, e consiste in miagolii simili a lamenti, prolungati e costanti. Non possiamo farci niente però, perché è così che istintivamente la femmina richiama a sé i maschi per l’accoppiamento.

Come gestire l’aggressività del gatto?

Il gatto ama le coccole e spesso è proprio lui che cerca contatto fisico e carezze, ma non dimentichiamo che l’istinto predatorio da cacciatore è insito in lui e può emergere in qualsiasi momento. Non bisogna sottovalutare la situazione quando gli episodi di aggressività improvvisa diventano da sporadici ad abitudinari ed è consigliabile per la propria sicurezza (soprattutto con la presenza di bambini in casa) rivolgersi ad un terapista del comportamento felino per capire quali sono gli elementi di stress che portano il nostro amico a quattro zampe a comportarsi in modo aggressivo.

Quando la situazione è sotto controllo, e gli episodi sono rari, è possibile interpretare il suo comportamento e prevenire morsi e graffi semplicemente osservando il suo linguaggio del corpo e adottando dei piccoli accorgimenti.

  • Se il gatto è entrato recentemente a far parte della famiglia, evitate di accarezzargli la pancia, che è la parte più sensibile del suo corpo e presuppone da parte sua la massima fiducia.
  • Se cresciuto non a contatto con umani, o se è stato portato via dalla mamma troppo presto, il vostro micio non sarà abituato al contatto fisico: infatti generalmente è proprio la mamma che insegna ai propri cuccioli a giocare in modo non aggressivo con i fratellini e sorelline, senza estrarre le unghie e senza mordere. In questo caso, anche nei momenti di tranquillità e di coccole, osservate la coda e le orecchie: se queste sono tese, smettete di coccolarlo fino a quando non sarà tornato in una posizione rilassata.
  • Se il vostro micio non è mai stato aggressivo e lo diventa di punto in bianco, probabilmente qualcosa nel suo ambiente o nella sua routine è cambiato. Questo è forte elemento di stress che provoca cambiamenti nell’umore e può portare ad esprimere aggressività.
  • Osservate il suo comportamento per identificare un eventuale stato di stress: se inizia a marcare il territorio in modo più frequente ed insistente, anche con l’urina, se osservate un cambiamento in eccesso o in difetto nelle sue abitudini di pulizia personale allora c’è qualcosa che non va.
  • Infine, carenze alimentari possono essere la causa di un eccesso di aggressività e il disturbo prende il nome di sindrome della tigre: questa si manifesta quando l’alimentazione del gatto non è adatta alle sue esigenze, quando l’apporto di vitamine non è sufficiente ed accade soprattutto quando lo svezzamento non è stato portato a termine, e quindi il cucciolo non ha ricevuto tutte quelle sostanze necessarie per il proprio sviluppo psico fisico. In questo caso, provate a cambiare il modo un cui si alimenta, lasciando a disposizione del vostro amico a quattro zampe sempre una ciotola pulita di crocchette ad alto contenuto proteico. Se invece notate che, come spesso accade, l’idratazione attraverso l’acqua non è sufficiente, provate a somministrargli alimenti umidi. Anche in questo caso però prediligete l’alimentazione umida per gatto con alto contenuto proteico, almeno per un primo breve periodo e consultate il veterinario.

In tutti questi casi, l’opinione di un veterinario e di un etologo specializzato in comportamento felino è molto importante, soprattutto se il cambiamento di personalità è improvviso e non riuscite a capirne la causa: gli esperti sapranno darvi risposte e rassicurarvi sullo stato di salute psico fisica del vostro amico peloso, alla quale potrete dare le cure, se necessario, e tanto, tanto amore (questo sempre!).

 

 

 

 

 

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